Essere genitori

In alcuni articoli passati ho parlato del ruolo del genitore e dell’importanza fondamentale che riveste nello sviluppo psicologico e relazionale del figlio. Occupandomi ormai da qualche anno di Hikikomori, tutto questo ha assunto, giorno dopo giorno, un rilievo sempre più evidente per me e per l’equipe con cui collaboro. Nei casi trattati con successo, c’era sempre una variabile indispensabile per l’efficacia e l’efficienza dell’intervento: il/i genitore/i. Anche nei casi di intervento psicoeducativo domiciliare, ossia sulla persona in isolamento, è previsto come requisito indispensabile un lavoro sulla coppia genitoriale.

unnamedQuesto articolo è stato scritto per dare spazio alla lettera di una mamma che mi è stata recapitata pochi giorni fa e che, con la sua autorizzazione, ho deciso di pubblicare affinché sia da esempio per quelle famiglie che vivono situazioni analoghe.

Posso testimoniare che l’impegno messo da questa mamma durante tutto il percorso fatto è stata la chiave di volta che ha permesso il cambiamento, mettendo da parte di sensi di colpa ma abbracciando le sue responsabilità. Senza di lei non avremmo raggiunto tali risultati. Ogni individuo, soprattutto se si tratta di un preadolescente come in questo caso, è inserito in un sistema ed è utopico pensare che si possa avere un reale cambiamento se non si prende in considerazione l’intero sistema (in questo caso la famiglia).

E. è la mamma di S., una preadolescente che aveva smesso di andare a scuola da ormai da qualche mese nel momento in cui entrarono nel mio studio. Non voglio scendere nel dettaglio del caso ma le problematiche erano principalmente emotive e di controllo (come nella maggior parte dei ragazzi in isolamento sociale volontario); un’ansia sociale che le impediva di relazionarsi con gli altri; un perfezionismo che non le permetteva di correre neanche il più piccolo rischio; la necessità di dover avere tutto sotto controllo (sé stessa, le sue relazioni, la sua famiglia).

girl-4047431_960_720Il percorso fatto con S. è stato, come tutti, pieno di alti e bassi. Momenti in cui è stato fatto “un passo indietro per farne due avanti”, momenti di scontri, sensazioni di fallimento, negazioni, dolore etc…fino a che i momenti “alti” hanno superato quelli bassi e si sono stabilizzati.
Prima della pandemia da COVID19 S. aveva ricominciato ad andare a scuola tutti i giorni, per 6 ore al giorno. Era radiosa, felice, soddisfatta di sé, in grado di entrare in contatto con le proprie emozioni (sia quelle positive che quelle “negative”) e con gli altri, era piena di progetti.

Ad inizio emergenza aveva deciso di non continuare le sedute (che ormai erano diventate di consolidamento del cambiamento) via skype (come faccio con gli altri pazienti), salvo poi contattarmi la scorsa settimana perchè avevano piacere di farsi una “chiacchierata” con me. Come accade spesso in terapia, le “chiacchierate” diventano fonte di un lavoro intenso, costruttivo e produttivo.

Qui di seguito la lettera che la mamma E. mi ha scritto “di getto” dopo la nostra seduta e che ha voluto rendere una testimonianza per altri genitori che vivono un momento di difficoltà:

Cara Dott.ssa Illiano ti scrivo questa lettera perché, a volte, le parole dette a voce non esprimono a pieno quello che si vuole dire, un po’ per la fretta del tempo a disposizione un po’ perché non sempre ti vengono. Ho sempre ritenuto la scrittura il mezzo per eccellenza per esprimersi e per lasciare traccia delle nostre emozioni e pensieri.

E’ stato bello rivederti con Skype, dopo due mesi di assenza da parte nostra (ero un po’ titubante sulla terapia a distanza), mi sono ricreduta su questa modalità temporanea, comunque efficace; ho capito l’importanza di non perdere il filo. Questi due mesi  sono stati per noi una bella scuola; il fatto di co-abitare lo stesso spazio in un tempo cosi lungo che sembra essere scontato ma non lo è. Per noi è stato come ri-scoprirci, in un tempo lento che ci ha permesso di guardarci negli occhi oltre che guardarci dentro. Si per me è stato così, mi ha permesso di capire e vedere le cose sotto un’altra prospettiva..un po’ come diceva Piaget nel gioco delle tre montagne…

Ieri mia figlia ha tirato fuori cose che non ha mai fatto uscire.

Sono stata contenta perché è stato dopo fonte di un meraviglioso confronto, le ho detto a cuore aperto perché avevamo agito così; di  come si sente un genitore quando un figlio crolla all’improvviso, come io e il papà abbiamo subito cercato un aiuto per reagire a quella situazione, ma non era quello giusto (questo lo abbiamo capito dopo diversi mesi). Le ho spiegato che la verità in mano non c’è l ha nessuno.

Come abbiamo pensato subito che era successo qualcosa a scuola (atti di bullismo o altro) e  di come la scuola ha dubitato della  figura genitoriale e quindi la paura degli assistenti sociali. Le ho detto che essere genitore è il lavoro più difficile del mondo dove non esistono istruzioni per l’uso e dove manca un serio confronto e un lavoro sulla genitorialità in una società troppo occupata a fare altro. 

Le ho detto anche che noi genitori si cammina e si cresce con loro perché appunto non c’è un modello da seguire e quello che si fa giusto o sbagliato si fa per amore. E’ stato bello come una telefonata ha creato un momento di confronto.

Le ho detto la mia forza di non arrendermi mai e di aver trovato voi, l’Associazione Hikikomori Italia Genitori, la mia telefonata in riva al mare ad Annalaura Bergesi, il modo come mi ha accolto e di come mi sono subito sentita compresa; di come ho scelto te, guida preziosa per questo percorso,  non sapevo se eri la persona giusta, quindi ho lasciato decidere l’ emozione e la sensazione che ho avuto dalla tua foto del profilo; insomma ho sentito che era il momento per far parlare il cuore e non nascondersi sempre nella figura autorevole del genitore.

Come mi hai detto te tante volte da un momento di fragilità ci si rialza più forti.

Siamo cresciuti tanto, devo ringraziare questa pandemia per averci rinchiuso involontariamente,  forse ci saremmo arrivati in un tempo più lungo. Si sono stati due mesi belli, dove sento ancora il bisogno di percorrere questa strada perché sento con il cuore che è quella giusta oltre a vederne i risultati…

Nostra figlia  sta crescendo e sta diventando più forte, è una ragazza meravigliosa con un potenziale immenso, dove da noi riceverà l’appoggio giusto per essere sostenuta ed essere accompagnata verso la   “Vita”. Mi piacerebbe parlare insieme di tutte queste cose chiamali se vuoi “pensieri esistenziali” … penso che il “caso” non esiste e che tutto quello che ci capita serve per farci crescere e accrescere.

Grazie Dott.ssa Chiara Illiano per la  dedizione e la  grande professionalità che ti porta a studiare continuamente per  far trovare alle persone la propria strada.

 

Con affetto

E. (bambina, mamma, maestra) non per “caso”

Informazioni su Dott.ssa Chiara Illiano

Psicologa, psicoterapeuta, esperta in psicologia giuridica. Formatrice e docente. Socia fondatrice dell'associazione Psicoius
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