Buon Natale…o quasi! quando le feste diventano un peso per l’anima

29416-NXL0ACRipropongo con piacere un articolo che scrissi qualche anno fa per il sito “Psicologia ok” e che fu ripreso anche dal noto mensile Natural Style (“Trasforma in paradiso l’inferno delle feste”),  che, per l’occasione, mi fece qualche domanda sul tema.

Colgo l’occasione per augurare a tutti Buone feste e, ovviamente, Buona lettura!

Accidenti…arriva il Natale! Come sopravvivere alle festività…?!

KEEP-CALM-CARDNon si fa in tempo a riprendersi dallo shock di Halloween che nelle vetrine dei negozi le zucche vengono sostituite da abeti innevati, coccarde, slitte e pacchetti, le strade si illuminano a festa e al supermercato compaiono i primi pandori e panettoni:

è Natale!

Mercatini, addobbi e Babbi Natale su palazzi e centri commerciali non ci permettono di sfuggire alla frenesia delle feste e tra auguri da inviare, regali da fare, menù per cene e cenoni da stabilire, vacanze da pianificare, alberi e presepi a cui trovare posto in casa e soprattutto le riunioni di famigliaa cui si deve obbligatoriamente partecipare…il rischio è di vivere questo periodo di festa con più ansiae stress che non gioia.

Alcune ricerche dimostrano infatti che nel periodo natalizio le richieste di intervento psicologico aumentano fino al 20%. Ma cosa succede realmente?

Il Natale non dovrebbe essere di per sé fonte di amore e condivisione?

christmas familyForse non è tutto oro quello che luccica, forse sotto l’immagine delle famiglie festose che si stringono attorno all’albero intonando canzoni natalizie c’è ben altro! Ed in questo caso la cultura crea e distrugge, salva e condanna…e così ci troviamo di fronte a pranzi forzati con parenti che non avremmo mai voluto vedere, a stress da regali, a isteria da cucina ma anche a tristezza, insoddisfazione, depressione, ansia, soprattutto da parte di chi quella “famiglia del mulino bianco” non ce l’ha.

Tutto ciò viene rafforzato dai media: televisione, giornali, internet…tutti  intenti a descrivere una cultura dei consumi e degli affetti che poco (o nulla) riflette la natura delle cose e che, a volte pericolosamente, va a creare modelli idealizzati di una realtà inesistente, alimentando ansie e frustrazioni e creando il cosiddetto “Christmas effect” (Sansone, Randy A., The Christmas Effect on Psychopathology, Innovations in Clinical Neuroscience, 2011).

A peggiorare la situazione c’è il famoso “disturbo affettivo stagionale (SAD)”, ossia quella sintomatologia depressiva che compare con il cambio di stagione e con la riduzione del periodo di luce solare: stanchezza, spossatezza, sonnolenza e difficoltà ad addormentarsi, disturbi dell’umore,  irritabilità…

Ed eccoci qui ad affrontare le festività ancora più stanchi di prima, svogliati, frustrati e ansiosi!

Tra i sintomi prevalenti si possono trovare infatti disturbi dell’umore e della sfera affettiva, sintomatologie ansiose riconducibili a situazioni di stress, senso di solitudine e di abbandono.

E passato il giorno di Natale tutti salvi? Ovviamente no! C’è il Capodanno!!

E così affiorano rimpianti, rimorsi, scelte sbagliate che pesano sulla nostra autostima, che mettono a dura prova il nostroumore e che magicamente ci fanno sperare che con il nuovo anno cambi tutto!

Come in ogni disagio che viviamo, anche qui conta il significato che noi attribuiamo all’esperienza vissuta. Più ci avviciniamo a quel mondo che i media ci propinano, più ci illudiamo che esista veramente la famiglia perfetta del mulino bianco che vive la gioia del natale a 360 gradi e più saranno grandi la nostra insoddisfazione e la nostra frustrazione!

NativityIl primo passo da fare, quindi, è quello di ridimensionare il tutto e assegnarli il ruolo che ha in realtà: il Natale è una festa religiosa che unisce famiglie e persone che si amano (e a volte anche quei parenti che tanto non sopportiamo) ma in ogni gruppo ci sono conflitti, liti e dissapori!

Pensare che magicamente con le festività possano scomparire è tanto utopico quanto disfunzionale!

Oltre a ciò c’è un altro tipo di nemico all’orizzonte: tutto deve essere perfetto! La tavola, gli addobbi, l’albero, il cibo…non possiamo di certo apparire impreparate di fronte alla suocera di turno! Ma il Natale non è una gara, non c’è una giuria con le palette pronta a valutare la vostra performance!

Il vostro valore di moglie, madre, figlia non dipende dalla lasagna o dalle posate d’argento!

Godiamoci quindi questo momento in famiglia, impegnandoci magari per riportare alla luce bei momenti passati insieme, ripercorrendo assieme una galleria di ricordi positivi ma senza per forza dover apparire la famiglia perfetta! Anche perché la perfezione, diciamocelo, è pure noiosa!

E quando non si è parte di una famiglia cosa succede nella nostra mente?

apprehensionGli effetti in questo caso sono ancora più devastanti! Ci sentiamo soli, abbandonati, senza un porto sicuro a cui ormeggiarci, una boa persa in un mare in tempesta! Le feste ci mettono in contatto con ciò che avevamo e abbiamo perduto, con ciò chedesideriamo ma che allora stato attuale non abbiamo: anziani, malati, single, donne e uomini separati o divorziati…cosa possiamo fare in questo caso?

In primis possiamo ricordarci che ci siamo risparmiati tutto lo stress elencato precedentemente! Nessuna gara, nessuna competizione, nessun parente odiato che dobbiamo accogliere alla nostra tavola! Ma mi rendo conto che questo non basta quando ci troviamo di fronte al senso di vuoto e di abbandono…saremmo persino disposti a sedere alla tavola del nostro peggior nemico! E allora corriamo ai ripari:essere da soli non significa dover essere soli il giorno di Natale o di capodanno!

Per prima cosa accettare il vostro stato d’animo, è normale e non è per forza sintomo di una psicopatologia quale ad esempio la depressione (a meno che non ne soffriate già da tempo e in questo caso forse è opportuno rivolgersi ad uno psicoterapeuta). Vivete il vostro dolore (le emozioni soffocate creano molti più danno di quelle vissute in pieno che, per il solo fatto di viverle, prima o poi si esauriscono), accoglietelo, guardatelo e pensate che è solo temporaneo, legato a questo particolare momento!

Fatto ciò possiamo rimboccarci le maniche e cercare di passare le festività nel modo migliore! Vi propongo alcune ipotesi che possono essere anche solo uno spunto di riflessione per creare il vostro “piano festivo” ideale:

  • Potete provare a vivere il giorno di festa come un momento dedicato a voi, per fare ciò che non avete fatto durante l’anno, per vivere finalmente un momento di beata solitudine e di relax in cui magari leggere un buon libro, vedere un bel film (evitando assolutamente i programmi televisivi “a tema” che, come evidenziato sopra, mostrano solamente un qualcosa che si discosta dalla realtà), sorseggiando la vostra bibita preferita o cucinando il vostro “menu” ideale; oppure potete uscire da casa e andare a vedere una mostra, uno spettacolo teatrale o cinematografico…ma il tutto potrete farlo solo se uscirete dall’idea del Natale preconfezionato con tutte le aspettative che esso comporta! E poi, vuoi mettere quando al lavoro o tra amici direte “ho passato il natale dei miei sogni: per una giornata intera ho fatto esattamente quello che volevo!”?
  • Se proprio non volete passare le feste da soli potete provare a chiedere ad un amico di accogliervi nella sua famiglia. “E se disturbo? In fin dei conti non è la mia famiglia!” immagino che molti di voi ora staranno dicendo proprio questo! Ma è sempre un fatto di prospettiva, di come vediamo le situazioni: magari i nostri amici potrebbero essere contenti di avere al loro tavolo un viso familiare, un sorriso rassicurante che sia estraneo alle tensioni familiari…e poi mica dovete andare lì a fare peso morto! Portate qualcosa di utile, datevi da fare in cucina, giocate con i bambini…una mano in fin dei conti è sempre gradita…ed ecco che gli eventuali sensi di colpa scompaiono!
  • Non vi piace neanche questa soluzione? Allora ve ne propongo un’altra!  Ci sono tante associazioni, tanti centri che si occupano di persone meno fortunate: malati, senza tetto, disabili, bambini in casa famiglia, animali abbandonati…potrebbe essere un modo per sentirsi veramente utili regalando un sorriso ed una carezza a chi non attende altro! Spesso queste occasioni, grazie all’impegno di volontari, si trasformano in una vera festa piena di gioia e divertimento!  E non dimenticate che è sempre utile e formativo entrare in contatto con un mondo che, solitamente, teniamo distante, è un fattore di crescita individuale che potrà sicuramente arricchirvi!

E se tu, lettore che sei arrivato alla fine, sei tra quei pochi fortunati che invece ha il Natale perfetto…beh allora rimboccati le maniche e agisci!

Qua sopra hai parecchi spunti di riflessione per rendere perfette anche le feste di qualcun altro…a volte non ci pensiamo perché siamo presi da impegni e preparativi, ma sicuramente anche tu conoscerai una persona che passerà le feste da sola: forse è arrivato il momento di contattarla e di invitarla a condividere questo momento con te e con la tua famiglia!

E in qualsiasi modo deciderete di passare questi giorni, io intanto vi auguro BUONE FESTE!

E ricordatevi che tutto dipende dal “senso” che diamo ad eventi, situazioni, persone e ricorrenze! Quindi cercate di costruirvi un Buon Natale!

Foto: <a href=”http://www.freepik.com/free-vector/merry-christmas-illustration_823166.htm”>Designed by Freepik</a>

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Informazioni su Dott.ssa Chiara Illiano

Psicologa, psicoterapeuta, esperta in psicologia giuridica. Formatrice e docente. Socia fondatrice dell'associazione Psicoius
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2 risposte a Buon Natale…o quasi! quando le feste diventano un peso per l’anima

  1. Nick Murdaca ha detto:

    Buon Natale a te, e grazie ancora per i tuoi preziosi consigli che aiutano a semplificare e a stimolare la vita di tutti i giorni. A presto!

    Mi piace

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